Chiaramente risulta impossibile descrivere tutte le attività svolte
ma cercheremo comunque di elencare soltanto le principali iniziative
che hanno caratterizzato la vita dell’associazione.
L’Associazione Astrofili Spezzini viene fondata nel dicembre del 1978 per
merito
di una decina soci per lo più studenti universitari e delle scuole superiori.
La prima fase della vita dell’Associazione che copre tutti gli anni '80
è stata caratterizzata da due attività principali:
la prima riguardava l’autocostruzione dell’osservatorio astronomico ritenuto
già allora strumento indispensabile per la vita stessa dell’associazione,
la seconda riguardava l’inizio e lo sviluppo della pubblica divulgazione
attuata attraverso molteplici iniziative con conferenze, mostre fotografiche
e pubbliche osservazioni.
Tra le manifestazioni di pubblica osservazione del cielo svolta allora
con un
piccolo telescopio Newton da 15cm citiamo il passaggio della cometa di
Halley del 1984 con la partecipazione durante varie giornate di osservazione
di qualche migliaio di persone e l’osservazione della grande opposizione
di
Marte del 1986 lungo la passeggiata Morin a La Spezia.
Durante le estati in concomitanza delle manifestazioni dell’Estate Spezzina
sono state realizzate pubbliche osservazioni presso il terreno dove era
in costruzione l’osservatorio astronomico e presso i giardini della città
della Spezia.
Osservando Saturno con il suo cannocchiale, nel 1610, Galileo notò la
presenza di strane strutture, che noi oggi sappiamo essere gli anelli
ma che egli credette essere piccoli pianeti accostati a quello
principale, ne tracciò alcuni disegni; nel corso del tempo e
avvalorato da numerose osservazioni rimase convinto della propria
asserzione. Uno di quei disegni rappresenta il pianeta come
accompagnato da due oggetti di forma semi-triangolare, con lati
arrotondati: ecco cosa tracciò il grande scienziato:
Secoli dopo, gli appassionati di Astronomia dell’Associazione Astrofili Spezzini riutilizzano quel disegno per creare il proprio logo giocando su una intuizione: la sigla dell’associazione, AAS, può essere rappresentata in modo da riprendere nelle forme la grafica fissata dall’astronomo toscano e diventare un simbolo moderno. La lettera «A» può essere rappresentata attraverso un lavoro di stilizzazione in modo da sovrapporsi ad uno degli apparenti satelliti del pianeta.
Ma la sigla sociale contiene due «A», giusto quanto occorre per collocare le due grafiche equivalenti ai lati del pianeta, opportunamente ruotate. La lettera «S» è stata ricavata partendo dal tondo che rappresenta il pianeta e ancora una volta giocando con la stilizzazione del carattere si è fatto in modo da ottenere un simbolo grafico che fosse al contempo sia la traccia di Galileo che la lettera della sigla sociale.
La composizione dei tre simboli, dando le giuste proporzioni a ciascuno, si possono sovrapporre alla grafica antica facendoli calzare alla perfezione, quasi a riprodurne le fattezze. La lettura moderna del disegno di Galileo, quindi, ha dato come risultato una nuova traccia grafica che rappresenta l’AAS e che richiama in modo dichiarato quella di quattro secoli or sono.
Il disegno ottenuto è stato incorniciato all’interno di un fondale ellittico di colore nero per esaltare la grafica interna, che essendo di colore bianco risulta così ben leggibile e riconoscibile. Sono state aggiunte alcune semi-ellissi attorno all’«S-pianeta» allo scopo di esaltare l’appartenenza territoriale dell’associazione, appunto la «S» di Spezzini:
Oggi il logo dell’AAS è un simbolo che i cittadini della Spezia hanno imparato a riconoscere come riferimento di un sodalizio che si dedica alla Nobile Scienza con impegno, nel massimo rigore scientifico, con serietà, che crea eventi di grande interesse, che collabora con le realtà locali in manifestazioni che spaziano a 360°, che lavora a stretto contatto con le Amministrazioni del Territorio. Una associazione che si è fatta conoscere per capacità organizzative e volontà di fare. Un gruppo capace, che esprime potenzialità.
L'attività dell'Associazione iniziò verso il 1958. Al giovane Alberto Tronfi, che ne è stato sempre presidente e animatore, si associarono subito i colleghi di studio, al Liceo Scientifico, Giorgio Ginesi (ora ricercatore d'informatica a Pisa), e Lionello Marras, seguiti dagli spezzini Antonio Tului, Rocco Angelone (ora docente di fisica a Pisa), Alessandro Monti, Bruno Sardi e altri di minore impegno.Non dimentichiamo i vari soci corrispondenti, quali: Alberto Rango, di Roma; Alberto Baudà, di Padova; Francesco Gianni (1911-1972), di Genova; Giancarlo Favero, di Mestre; Francesco Favero, di Trento; Vincenzo Schiavone, di Andria; Paolo Senigalliesi (1939-1986), di Ancona; Piero Bondensàn e Barsotti.Gli strumenti più rilevanti del gruppo spezzino erano: il grande riflettore Marcon equatoriale motorizzato 250 mm, di Ginesi, in installazione fissa coperta sulle colline orientali; il rifrattore equatoriale 90 mm, di Tronfi; due rifrattori equatoriali da 75 mm, di Marras e Tului. Gli strumenti nacquero tutti con la preziosa assistenza delle officine meccaniche di precisione della zona e furono via via migliorati. Con essi la Camillo Flammarion iniziò un nutrito programma di osservazioni, vari contributi scientifici delle quali furono pubblicati, specialmente a firma di Tronfi, sui Coelum dell'epoca.
Continua...