DUE COSE SONO INFINITE: L'UNIVERSO E LA STUPIDITA' UMANA; MA DELL'UNIVERSO NON SONO ANCORA SICURO.....    A. Einstein

 

NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE DI LA SPEZIA PER L'INQUINAMENTO LUMINOSO

 

 

REGOLAMENTO ATTUATIVO LEGGE REGIONALE

 

 

LEGGE REGIONALE INQUINAMENTO LUMINOSO L.R. 22 /2007

 

L’inquinamento luminoso è un fenomeno di per il quale la dispersione della luce verso la volta celeste provoca un fenomeno di abbagliamento e illuminazione del cielo notturno ostacolando la visione degli oggetti celesti. 

I primi segnali di questo problema sono nati nei maggiori osservatori astronomici negli U.S.A., quando anche quelli situati in cima a montagne o nei deserti risentivano dell’inquinamento luminoso prodotto dalle città poste anche a centinaia di chilometri di distanza. Esemplare è il caso del famoso osservatorio astronomico di Monte Palomar che deve oggi ridurre la sua attività a causa della città di Los Angeles situata a più di duecento chilometri di distanza.

Questo fenomeno non riguarda solamente astronomi, astrofili o chiunque provi piacere nella visione di un bel cielo stellato, ma tutti noi in quanto l’inquinamento luminoso è strettamente correlato allo spreco di risorse energetiche ed a una pessima tecnologia di illuminazione.  

E’ chiaro a tutti che tutta luce che viene dispersa verso il cielo è energia elettrica che viene completamente sprecata. Attualmente la percentuale di luce dispersa verso il cielo nei centri abitati è quantificata mediamente intorno al 20/25%, di conseguenza ogni 100 Euro di bolletta elettrica pagata, 20/25 Euro sono inutilizzate perché disperse verso il cielo e questo è sicuramente inammissibile. Del restante 70/75% però soltanto la metà cade veramente la dove è necessaria mentre il resto viene proiettato contro le facciate delle abitazioni o addirittura a provocare fastidio e abbagliamento negli automobilisti.

 

 

 

ANNO 2007 : E' EVIDENTE CHE L'ITALIA E' IL PAESE CON IL MAGGIOR INQUINAMENTO LUMINOSO D'EUROPA !! E LA SPEZIA E' UNO DEI SUOI PUNTI PIU' LUMINOSI

 

QUALI SONO LE PRINCIPALI FONTI DI I.L.

Le più devastanti fonti di inquinamento luminoso sono  i fari laser o giostre luminose posizionati generalmente la dove si vuole evidenziare la presenza di attività notturna come locali notturni o discoteche, che sparano direttamente verso il cielo grandi quantità di luce, le torri faro situate generalmente nei pressi di impianti industriali, di grandi nodi stradali e ferroviari, porti o aeroporti egli impianti di illuminazione sportivi. Di solo apparente minore importanza ma il cui contributo a causa del grande numero rimane elevato, sono i globi luminosi, le insegne luminose pubblicitarie i fari adibiti all’illuminazione di grandi facciate di edifici e tutti i vecchi sistemi di illuminazione stradali non cut-off. I sistemi cut-off, che sono attualmente i migliori sistemi di illuminazione stradale, sono lampade il cui fascio uscente è inferiore a 60° e la cui lampada rimane interna e non visibile se non si è posizionati fuori del fascio luminoso.

Anche per le lampade bisogna fare alcune distinzioni tra quelle che emettono luce in tutto lo spettro e quelle che emettono luce solo in alcune frequenze specifiche. Tra le prime ci sono lampade al mercurio, (che provocano anche inquinamento chimico in quanto di difficile smaltimento) lampade ad incandescenza ed agli alogenuri. Del secondo tipo quello meno inquinante, sono le lampade ai vapori di sodio ad alta e a bassa pressione,  queste ultime ormai installate solo in particolari ambienti come gallerie o nei pressi dei cimiteri.

   

Fif.1 globo luminoso. Fig.2 vecchia lampada stradale. Fig.3 lampada cut-off

IMMAGINE TRATTA DALLA RIVISTA ASTROEMAGAZINE

 

COME COMBATTERLO

 

Come sempre la prevenzione e la sensibilizzazione soprattutto nei confronti delle pubbliche amministrazioni o di chi gestisce gli impianti di illuminazione sono inizialmente le azioni fondamentali.

In tutto il mondo astronomi ed astrofili si stanno organizzando attraverso la creazione di associazioni nate con lo specifico scopo di combattere l’inquinamento luminoso. A livello internazionale l’I.D.A. (International Dark Sky Association) è  la più conosciuta e quella presente da più tempo. A livello nazionale l’associazione CIELOBUIO, la sezione italiana dell’ I.D.A. e dell’ Unione Astrofili Italiani sono le più attive.

In Italia non esiste ancora una specifica legge in tal senso, anche se in parlamento giace da qualche anno una proposta specifica in materia. Fondamentale risulta però l’applicazione dell’art, 47 del nuovo codice della strada. La sua applicazione è risultata determinante nel limitare i casi più gravi di questo fenomeno.

Oltre a questo sono ormai molte sono le regioni italiane che si sono dotate di uno strumento legislativo specifico per combattere il problema dell’inquinamento luminoso attraverso la stesura di appositi regolamenti. Anche in Liguria vi è uno allo studio. Sono proprio gli astrofili i principali artefici e promotori sia dei regolamenti regionali che quelli comunali.

Il più noto è quello della regione Lombardia che è forse anche il più avanzato in questo campo. Oltre a quello della regione Lombardia esistono regolamenti in Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana e Umbria. La dove non sono presenti regolamenti regionali possono essere attuati i regolamenti comunali. Anche questi presenti ormai in molte decine di comuni italiani sono un ottimo strumento legislativo che consente un risparmio sulla bolletta energetica comunale intervenendo sulla programmazione tecnica ed economica degli impianti ed una riduzione graduale del fenomeno.  

 

I MOSTRI DELL'INQUINAMENTO LUMONOSO

LAMPADA STRADALE NON SCHERMATA TORRE FARO POSIZIONATA ERRONEAMENTE
TORRE FARO A VELA MOLTO INQUINANTE FARO LASER DA DISCOTECA

               

 IMMAGINI TRATTE DAL SITO DELL'ASSOCIAZIONE CIELOBUIO

 

ATTIVITA' E RISULTATI OTTENUTI IN TEMA DI INQUINAMENTO LUMINOSO DALL' ASSOCIAZIONE ASTROFILI SPEZZINI  

   

Anche l’Associazione Astrofili Spezzini è impegnata nella lotta contro l’inquinamento luminoso.

Dal ottobre del 2000 ha iniziato una capillare opera di sensibilizzazione presso i comuni della provincia della Spezia con particolare riguardo a quelli confinanti con il comune della Spezia dove sorge l’osservatorio astronomico di Monte Viseggi. Oltre ai comuni sono stati contattati e sensibilizzati i responsabili degli impianti di illuminazione privati dell' Autorità Portuale, del porto militare  e della società SO.L.E.del gruppo ENEL, gestore di una parte degli impianti di pubblica illuminazione.

Alla Spezia la situazione è abbastanza difficile a causa della presenza contemporanea del porto militare e mercantile, di un forte sviluppo delle aree retroportuali con il conseguente sviluppo di snodi ferroviari e stradali. Anche la presenza della zona industriale in città aggrava ulteriormente il problema.

L’obbiettivo è quello di ottenere una graduale riduzione dell’inquinamento luminoso in città, l’ottimizzazione  dell’impiego degli impianti di illuminazione riducendo al minimo lo spreco di energia elettrica e la dispersione verso il cielo consentendo a tutti finalmente una migliore visione del cielo notturno.  

Per questo motivo l'Associazione Astrofili Spezzini in collaborazione con gli illuminotecnici del Comune della Spezia ha redatto un regolamento comunale, contro l'inquinamento luminoso  atto a dare finalmente uno strumento legislativo utile a combattere questo problema e a ridurre drasticamente lo spreco di energia elettrica che ne consegue. Il regolamento comunale per l'inquinamento luminoso del Comune di La Spezia è stato approvato il 7 marzo 2004 ed è operativo dal 6 maggio 2004.  

Due risultati erano già stati ottenuti prima dell'attuazione del regolamento comunale.

La modifica dell'impianto di illuminazione del ponte radio Telecom, ottenuta attraverso una ottima collaborazione con i responsabili della società, sulla cima del monte Verrugoli in prossimità dell'osservatorio di Viseggi e molto importante la modifica dell'impianto di illuminazione dello svincolo autostradale in località Stagnoni costruito dalla società S.A.L.T. ed ora in gestione all'Autorità Portuale. 

Tale impianto costituito da 6 torri faro dotate ognuna di 8 fari da 4000 watt ciascuno rivolti il cielo e verso due vele riflettenti disperdeva direttamente verso il cielo una percentuale altissima di luce intorno al 40/50% del totale. Ore dopo le modifiche attuate in accordo tra la socità SALT e l'Associazione Astrofili spezzini la dispersione verso il cielo si aggira intorno al 5%, valore accettabile anche in presenza di un'osservatorio astronomico a circa 7.5 Km in linea d'aria. Tali modifiche consistono nell'applicazione di paraluce tripli concentrici all'uscita di ogni faro per concentrare la luce nelle vele e nell'applicazione intorno alle stesse di cornici in metallo della larghezza di circa 25 cm. Altri interventi auspicabili sarebbero la sostituzione delle attuali lampade a ioduri con quelle al sodio ad alta pressione, che porterebbe a parità di illuminazione ad un risparmio sulla bolletta energetica di ben il 40%!! ed la riduzione all'una di notte della potenza di almeno il 30% in quanto terminate tutte le operazioni di dogana.     

ESEMPI DI CITTA' GRAVEMENTE COLPITE DA INQUINAMENTO LUMINOSO COME LA SPEZIA

IMMAGINI TRATTE DAL SITO DELL'ASSOCIAZIONE CIELOBUIO

 

Ultimo aggirnamento: martedì 22 febbraio 2005

 

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