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Two things are infinite: the universe and human stupidity; and I'm not sure about the the universe. A. Einstein
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| NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE DI LA SPEZIA PER L'INQUINAMENTO LUMINOSO |
INQUINAMENTO LUMINOSO (I.L.)
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NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE DI LA SPEZIA PER L'INQUINAMENTO LUMINOSO |
L’inquinamento luminoso è un fenomeno di per il
quale la dispersione della luce verso la volta celeste provoca un fenomeno di
abbagliamento e illuminazione del cielo notturno ostacolando la visione degli
oggetti celesti.
I primi segnali di questo problema sono nati nei
maggiori osservatori astronomici negli U.S.A., quando anche quelli situati in
cima a montagne o nei deserti risentivano dell’inquinamento luminoso prodotto
dalle città poste anche a centinaia di chilometri di distanza. Esemplare è il
caso del famoso osservatorio astronomico di Monte Palomar che deve oggi ridurre
la sua attività a causa della città di Los Angeles situata a più di duecento
chilometri di distanza.
Questo fenomeno non riguarda solamente astronomi,
astrofili o chiunque provi piacere nella visione di un bel cielo stellato, ma
tutti noi in quanto l’inquinamento luminoso è strettamente correlato allo
spreco di risorse energetiche ed a una pessima tecnologia di illuminazione.
E’ chiaro a tutti che tutta luce che viene dispersa verso il cielo è energia elettrica che viene completamente sprecata. Attualmente la percentuale di luce dispersa verso il cielo nei centri abitati è quantificata mediamente intorno al 20/25%, di conseguenza ogni 100 Euro di bolletta elettrica pagata, 20/25 Euro sono inutilizzate perché disperse verso il cielo e questo è sicuramente inammissibile. Del restante 70/75% però soltanto la metà cade veramente la dove è necessaria mentre il resto viene proiettato contro le facciate delle abitazioni o addirittura a provocare fastidio e abbagliamento negli automobilisti.
L'Italia di notte
Anche per le lampade bisogna fare alcune distinzioni tra quelle che emettono luce in tutto lo spettro e quelle che emettono luce solo in alcune frequenze specifiche. Tra le prime ci sono lampade al mercurio, (che provocano anche inquinamento chimico in quanto di difficile smaltimento) lampade ad incandescenza ed agli alogenuri. Del secondo tipo quello meno inquinante, sono le lampade ai vapori di sodio ad alta e a bassa pressione, queste ultime ormai installate solo in particolari ambienti come gallerie o nei pressi dei cimiteri.
Fif.1 globo luminoso. Fig.2 vecchia lampada stradale. Fig.3 lampada cut-off
IMMAGINE TRATTA DALLA RIVISTA ASTROEMAGAZINE
Come sempre la prevenzione e la sensibilizzazione
soprattutto nei confronti delle pubbliche amministrazioni o di chi gestisce gli
impianti di illuminazione sono inizialmente le azioni fondamentali.
In tutto il mondo astronomi ed astrofili si stanno
organizzando attraverso la creazione di associazioni nate con lo specifico scopo
di combattere l’inquinamento luminoso. A livello internazionale l’I.D.A. (International
Dark Sky Association) è la più
conosciuta e quella presente da più tempo. A livello nazionale l’associazione
Cielobuio, la sezione italiana dell’
I.D.A. e dell’ Unione Astrofili
Italiani sono le più attive.
In Italia non esiste ancora una specifica legge in
tal senso, anche se in parlamento giace da qualche anno una proposta specifica
in materia. Fondamentale risulta però l’applicazione dell’art, 47 del nuovo
codice della strada. La sua applicazione è risultata determinante nel limitare
i casi più gravi di questo fenomeno.
Oltre a questo sono ormai molte sono le regioni
italiane che si sono dotate di uno strumento legislativo specifico per
combattere il problema dell’inquinamento luminoso attraverso la stesura di
Il più noto è quello della regione Lombardia che è
forse anche il più avanzato in questo campo. Oltre a quello della regione
Lombardia esistono regolamenti in Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle
d’Aosta, Toscana e Umbria. La dove non sono presenti regolamenti regionali
possono essere attuati i regolamenti comunali. Anche questi presenti ormai in
molte decine di comuni italiani sono un ottimo strumento legislativo che
consente un risparmio sulla bolletta energetica comunale intervenendo sulla
programmazione tecnica ed economica degli impianti ed una riduzione graduale del
fenomeno.
I MOSTRI DELL'INQUINAMENTO LUMONOSO
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| LAMPADA STRADALE NON SCHERMATA | TORRE FARO POSIZIONATA ERRONEAMENTE |
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| TORRE FARO A VELA MOLTO INQUINANTE | FARO LASER DA DISCOTECA |
IMMAGINI TRATTE DAL SITO DELL'ASSOCIAZIONE CIELOBUIO
Anche l’Associazione Astrofili Spezzini è impegnata nella lotta contro l’inquinamento luminoso.
Dal ottobre del 2000 ha iniziato una capillare opera
di sensibilizzazione presso i comuni della provincia della Spezia con
particolare riguardo a quelli confinanti con il comune della Spezia dove sorge
l’osservatorio astronomico di Monte Viseggi. Oltre ai comuni sono stati
contattati e sensibilizzati i responsabili degli impianti di illuminazione privati dell'
Autorità Portuale, del porto
militare e della società SO.L.E.del gruppo ENEL, gestore di
una parte degli impianti di pubblica illuminazione.
Alla Spezia la situazione è abbastanza difficile a
causa della presenza contemporanea del porto militare e mercantile, di un forte
sviluppo delle aree retroportuali con il
conseguente sviluppo di snodi ferroviari e stradali. Anche la presenza della
zona industriale in città aggrava
ulteriormente il problema.
L’obbiettivo è quello di ottenere una graduale
riduzione dell’inquinamento luminoso in città, l’ottimizzazione
dell’impiego degli impianti di illuminazione riducendo al minimo lo
spreco di energia elettrica e la dispersione verso il cielo consentendo a tutti
finalmente una migliore visione del cielo notturno.
Due risultati erano già stati ottenuti prima dell'attuazione del regolamento comunale.
La modifica dell'impianto di illuminazione del ponte radio Telecom, ottenuta attraverso una ottima collaborazione con i responsabili della società, sulla cima del monte Verrugoli in prossimità dell'osservatorio di Viseggi e molto importante la modifica dell'impianto di illuminazione dello svincolo autostradale in località Stagnoni costruito dalla società S.A.L.T. ed ora in gestione all'Autorità Portuale.
Tale impianto costituito da 6 torri faro dotate ognuna di 8 fari da 4000 watt ciascuno rivolti il cielo e verso due vele riflettenti disperdeva direttamente verso il cielo una percentuale altissima di luce intorno al 40/50% del totale. Ore dopo le modifiche attuate in accordo tra la socità SALT e l'Associazione Astrofili spezzini la dispersione verso il cielo si aggira intorno al 5%, valore accettabile anche in presenza di un'osservatorio astronomico a circa 7.5 Km in linea d'aria. Tali modifiche consistono nell'applicazione di paraluce tripli concentrici all'uscita di ogni faro per concentrare la luce nelle vele e nell'applicazione intorno alle stesse di cornici in metallo della larghezza di circa 25 cm. Altri interventi auspicabili sarebbero la sostituzione delle attuali lampade a ioduri con quelle al sodio ad alta pressione, che porterebbe a parità di illuminazione ad un risparmio sulla bolletta energetica di ben il 40%!! ed la riduzione all'una di notte della potenza di almeno il 30% in quanto terminate tutte le operazioni di dogana.
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ESEMPI DI CITTA' GRAVEMENTE COLPITE DA INQUINAMENTO LUMINOSO COME LA SPEZIA
IMMAGINI TRATTE DAL SITO DELL'ASSOCIAZIONE CIELOBUIO
Ultimo aggirnamento: martedì 22 febbraio 2005